venerdì, 27 ottobre 2006
Un dispositivo "Torre di Babele" che dà l'illusione di essere bilingue, è in via di sviluppo in un laboratorio americano.
E' sufficiente che gli utilizzatori pronuncino silenziosamente una parola nella propria lingua per sentirla tradotta in un'altra.

Bye, Bye Olga .... ci mancherai!!!

Per chi vuole saperne di più: (articolo in inglese) news.bbc.co.uk/2/hi/health/6083994.stm
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categoria:italiano, lingue, traduttore traduzione interprete
mercoledì, 25 ottobre 2006

Chi non conosce molto questo lavoro, di solito pensa che essere indipendente significhi avere maggiore libertà d’azione rispetto a quella che può avere un lavoratore dipendente. Spesso si pensa che possiamo lavorare 'quando' e 'se' decidiamo di farlo.

Innanzitutto, molta gente non ha ancora un’idea chiara di chi è veramente un traduttore libero-professionista e di ciò che fa; ormai metto su un disco anzi un iPod, tutte le volte la stessa storia mi tocca ripetere: “Traduttrice ... che lavoro è?” “Ah, e cosa fa un traduttore...?” “Come puoi lavorare da casa tua, da sola, senza un capo?" Molti si immaginano il tuo lavoro, come se tu stessi comodamente disteso su un divano, di fronte al caminetto e fra una tazza di caffè e l’altra, scrivi delle traduzioni! Un tempo mi demoralizzavo quando mi ponevano domande come questa, ma ora o li mando a quel paese in diretta, oppure pazientemente ripeto a pappardella lo stesso bla-bla.

Perché il fattore tempo è fondamentale per un traduttore indipendente?

Il tipo di difficoltà dipende molto, quando si inizia come professionisti, dalla propria esperienza e da quanto aiuto esterno si ha. Però questa è un’altra storia. Supponiamo che la nostra professione sia già avviata e concentriamoci sul TEMPO, il che ci porta ad un’altra parola fondamentale: ORGANIZZAZIONE.

Questa parolina magica merita un'attenzione tutta particolare perché altrimenti, vi posso assicurare, per esperienza personale, che il lavoro del traduttore indipendente si trasforma in … un carcere! Lavorare come indipendente non significa in nessun modo che non si debbano rispettare orari o programmi di lavoro. Al contrario, proprio perché è diverso da un lavoro tradizionale, bisogna organizzare meglio la propria giornata e la vita personale. Altrimenti, il primo rischio che si corre è di dire addio alla nostra vita personale, agli amici, alle serate in compagnia, nonché a fidanzati o mariti che siano.

Infatti spesso il traduttore indipendente all’inizio della sua professione tende a pensare che la cosa più importante sia "lavorare, lavorare e sempre lavorare". Certo, questo non è solo un lavoro per noi, ma anche una passione, molti di noi non lavorano bene ad orari fissi, non amano dipendere da capi, capetti e sotto-capi per fare il proprio lavoro, andare in un ufficio tutte le mattine, ecc., PERÒ bisogna anche stabilire dei limiti alla cosiddetta libertà, quindi cominciamo a fissare una specie di orario per aprire e chiudere la nostra attività.

Lo so quanto è difficile spegnere il computer alle 18:00 quando abbiamo quasi finito un lavoro (ci mancano solo 2 pagine alla fine!), però bisogna rispettare le regole, forza su … molla quel mouse, spegni quel pulsante e via …. Più veloce della luce!

 

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categoria:italiano, lingue, traduttore traduzione interprete
mercoledì, 11 ottobre 2006
Da brava Italiana nata nel paese di Dante, parlante una lingua pressoché limitata allo stivale, quando penso alla lingua italiana, la mia mente va a quella lingua che sento in TV in Italia, che leggo nei libri scritti da Italiani, quindi quando ho letto un’inserzione che diceva “Cercasi traduttore di italiano svizzero”, ho risposto senza esitazioni.

Con mia grande sorpresa, mi vedo rispondere più o meno in questo modo: “Cara Signorina, ci dispiace informarLa che la sua candidatura non può essere accettata perché lei è nata e vive in Italia e non ci risulta abbia mai risieduto in Svizzera.” Che cosa significa? Mi sono chiesta. I casi sono due: o il Responsabile delle Risorse Umane ha subito furti quando è venuto il Italia in vacanza, ha una moglie che è scappata con un Italiano e quindi nutre un odio profondo nei confronti del Bel Paese, quindi ha confinato la sua ricerca all’unico altro luogo dove si parla Italiano; oppure, l’Italiano che si parla in Italia è effettivamente diverso da quello della Svizzera e precisamente del canton Ticino.

Non potendo stare nel dubbio, ho effettuato qualche ricerca e ho scoperto che l'italiano ticinese... o l'italiano della svizzera è pieno di parole ed espressioni tutte sue!

Giudicate un po' voi:

Se uno Svizzero vi dice “Mi dai il tuo numero di natel o di tmtv”, vuole semplicemente il numero del vostro …. cellulare!

Se vi dice “Guarda che bel parchetto”, non guardatevi in giro a cercare una zona verde, perché sta indicando il … pavimento!

Oggi a mangiare sono andato al Servisol” vuol dire che sono andato al Self-service.

Stamattina per colazione ho mangiato gli zwieback” significa che ho mangiato le fette biscottate.

I tergicristallo dell’auto in Svizzera diventano “i viper”.  Se un prezzo è brutto, non è che fa schifo, significa che è … lordo. “Hai comandato il caffè?” significa se avete semplicemente chiesto un caffè al bar.

Se chiedete “come va?” e vi rispondono “Ormai”, non stanno avendo un attacco depressivo, ma significa “come al solito”.

Se invece sentite “Posso lasciare una risposta?” non stanno partecipando ad un quiz, vi chiedono se possono lasciare un messaggio.

E molteplici altri sono gli esempi esilaranti.

Da quando ho conosciuto questa nuova realtà, vado ponendomi una domanda: ma lo sanno, gli svizzeri di lingua italiana, che molte delle parole e delle locuzioni che essi usano sono diverse o addirittura non esistono in Italia? E gli svizzeri tedeschi e francesi, quando imparano l’italiano in Ticino, sono convinti di aver imparato la lingua di Dante?

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categoria:italiano, lingue, traduttore traduzione interprete
venerdì, 06 ottobre 2006
Questa è la storia del magico incontro tra una traduttrice e un cucciolo di coniglio che ha perso la mamma. Cosa succede se un cucciolo di coniglio rosa e bianco perde la strada e incontra una traduttrice dal cuore tenero? Succede che la distanza fra loro scompare, per cui la traduttrice si trova coinvolta sia nel ruolo di mamma che in quello di lavoratrice solitaria. Deve affrontare quell'arduo ma dolce compito di accudire il piccolo. Grazie al linguaggio del cuore, però, trasmette il suo affetto e la sua presenza al cucciolo che, come nelle migliori storie a lieto fine, si ritroverà a trascorrere le sue giornate appollaiato sul suo PC. A tutto cuore lei lo nutrirà tra una riga di traduzione ed un'altra, gli rileggerà i testi che ha scritto durante il giorno per farlo addormentare e quando è sveglio gli insegnerà a rispondere affermativamente muovendo il codino, quando un termine è giusto o negativamente, piegando le orecchie verso il basso, quando un termine è sbagliato. Con la zampina morbida lui le pulirà lo schermo del PC quando si impolvera e lei lo prenderà in braccio quando è stanco di stare in bilico sul bordo del monitor. Ed è così che anche il piccolo coniglio entra a far parte dell'intricata mappa del mondo della traduzione. Se regge ...
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