mercoledì, 11 ottobre 2006
Da brava Italiana nata nel paese di Dante, parlante una lingua pressoché limitata allo stivale, quando penso alla lingua italiana, la mia mente va a quella lingua che sento in TV in Italia, che leggo nei libri scritti da Italiani, quindi quando ho letto un’inserzione che diceva “Cercasi traduttore di italiano svizzero”, ho risposto senza esitazioni.

Con mia grande sorpresa, mi vedo rispondere più o meno in questo modo: “Cara Signorina, ci dispiace informarLa che la sua candidatura non può essere accettata perché lei è nata e vive in Italia e non ci risulta abbia mai risieduto in Svizzera.” Che cosa significa? Mi sono chiesta. I casi sono due: o il Responsabile delle Risorse Umane ha subito furti quando è venuto il Italia in vacanza, ha una moglie che è scappata con un Italiano e quindi nutre un odio profondo nei confronti del Bel Paese, quindi ha confinato la sua ricerca all’unico altro luogo dove si parla Italiano; oppure, l’Italiano che si parla in Italia è effettivamente diverso da quello della Svizzera e precisamente del canton Ticino.

Non potendo stare nel dubbio, ho effettuato qualche ricerca e ho scoperto che l'italiano ticinese... o l'italiano della svizzera è pieno di parole ed espressioni tutte sue!

Giudicate un po' voi:

Se uno Svizzero vi dice “Mi dai il tuo numero di natel o di tmtv”, vuole semplicemente il numero del vostro …. cellulare!

Se vi dice “Guarda che bel parchetto”, non guardatevi in giro a cercare una zona verde, perché sta indicando il … pavimento!

Oggi a mangiare sono andato al Servisol” vuol dire che sono andato al Self-service.

Stamattina per colazione ho mangiato gli zwieback” significa che ho mangiato le fette biscottate.

I tergicristallo dell’auto in Svizzera diventano “i viper”.  Se un prezzo è brutto, non è che fa schifo, significa che è … lordo. “Hai comandato il caffè?” significa se avete semplicemente chiesto un caffè al bar.

Se chiedete “come va?” e vi rispondono “Ormai”, non stanno avendo un attacco depressivo, ma significa “come al solito”.

Se invece sentite “Posso lasciare una risposta?” non stanno partecipando ad un quiz, vi chiedono se possono lasciare un messaggio.

E molteplici altri sono gli esempi esilaranti.

Da quando ho conosciuto questa nuova realtà, vado ponendomi una domanda: ma lo sanno, gli svizzeri di lingua italiana, che molte delle parole e delle locuzioni che essi usano sono diverse o addirittura non esistono in Italia? E gli svizzeri tedeschi e francesi, quando imparano l’italiano in Ticino, sono convinti di aver imparato la lingua di Dante?

postato da: keketi alle ore 16:11 | Permalink | commenti (19)
Commenti
#1    12 Ottobre 2006 - 14:01
 
Ciao keketi, che strani sti ticinesi :-)
Io conosco una ragazza che fa l'interprete a Ginevra per l'Onu. Forse lì cercano? boh

Antonio Cane link
utente anonimo

#2    13 Ottobre 2006 - 17:45
 
ti ringrazio per il tuo commento nel mio blog. Ho apprezzato molto il tuo giudizio :))) Ti darei tanti baci. C'è il seguito..si chiama: 'Per due colpi di chiave', dimmi se ti piace ddaai :))

Antonio Cane link
utente anonimo

#3    15 Ottobre 2006 - 19:24
 
ahahaha,,,mi e' venuto da ridere....a leggere che cosa dicono gli svizzeri...
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#4    21 Ottobre 2006 - 21:02
 
ah certo, però tutte queste cose si capiscono comunque! Io sono stato più volte in canton ticino, e parlano esattamente come noi....
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#5    25 Ottobre 2006 - 23:32
 
certo, un po' puntiglioso il signor selezionatore...

quanto agli svizzeri, ma allora avevano ragione Aldo, Giovanni e Giacomo?!

Ciao!

A.
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#6    19 Novembre 2006 - 18:29
 
..sempre meglio imparare una cosa nuova! bene. Comunque in diverse regioni si usa il verbo "comandare" per "fare le ordinazioni" è semplicemente legato al sostantivo "comanda" che era in uso aulicamemte e in gergo ristoratizio si utilizza ancora.
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#7    29 Novembre 2006 - 12:20
 
simpatico ed interessante
saluto
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#8    28 Marzo 2007 - 12:48
 
Beh, senza polemiche, ma questo post ironico e che trasuda anche la solita, accondiscendente superiorità degli italiani nei confronti dell'italiano parlato nella Svizzera italiana (che non corrisponde soltanto al Canton Ticino ma anche a parte del Canton Grigioni) potevi risparmiartelo! :o(
A parte il fatto che non sapere che ci sono numerose differenze tra l'italiano utilizzato in Svizzera e quello utilizzato in Italia la dice abbastanza lunga e che gli esempi da te citati appartengono a un registro colloquiale, sai quanti colleghi traducono "NPA" ("numero di avviamento postale") con "CAP"? Oppure "tasse" per "imposte"? E via discorrendo.
Il selezionatore aveva perfettamente ragione. Sgrunt!

P.S.: io sono italianissima, ma vivo e lavoro in Svizzera.
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#9    28 Marzo 2007 - 12:49
 
Bella la citazione da http://www.crcsoft.com/lessico/...
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#10    29 Marzo 2007 - 09:30
 
Io invece sono svizzera(issima) e abito in Svizzera e… posso quindi risponderti: sì, gli svizzeri hanno sempre saputo di utilizzare termini diversi, molti dei quali, tra quelli da te citati, corrispondono più che altro a marche di prodotti molto comuni… e che non hanno nulla a che vedere con l’italiano. Ciò che meraviglia è che una traduttrice non ne sapeva nulla… strano. In secondo luogo devi sapere che solo pochi svizzeri di lingua tedesca o francese imparano l’italiano, generalmente pretendono che siano gli svizzeri di lingua italiana a parlare tedesco o francese, quindi il secondo problema non si pone.
Nella carrellata dei termini che hai elencato sono stati comunque inseriti alcuni che non ho mai neppure sentito, mentre manca ad esempio un classico, se posso permettermi:
quando un ticinese è alla guida di un’auto e dice “adesso gli faccio i bilux” significa che ha intenzione di accendere in maniera alternata i fari abbaglianti.
E forse è questa la differenza: un ticinese conosce entrambe le versioni. Se a un ticinese parli di cellulare (che prima dell’avvento dei telefonini – termine che in Svizzera viene utilizzato nei testi scritti - era più che altro solo un furgone per il trasporto dei carcerati), egli capisce di che cosa stai parlando, mentre è ovvio che non si può dire lo stesso di un italiano, di madre lingua dantesca… pare…
Comunque se ti potesse servire non esitare…

PS: …che se poi ci penso bene a sentire certi sproloqui inquinati da termini dialettali espressi dai figli dello Stivale… oddio, Dante probabilmente si sta ancora rivoltando nella tomba.
PS2:… forse è bene spiegarti un altro dei motivi plausibili per la risposta alla tua candidatura. Magari in Ticino vige la necessita di dar lavoro a disoccupati locali, che sono tanti, soprattutto tra i giovani laureati all’Università della comunicazione di Lugano… Ma è solo un esempio naturalmente.
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#11    24 Luglio 2008 - 11:42
 
ciao a tutti!!! condivido con quello che ha scritto leonardinha! anche io sono svizzera, svizzera tedesca (CH-D) ma vivo a Lugano e abbiamo delle nostre parole, il famoso italiano svizzero, se vogliamo chiamarlo così. Ora vi elenco anche io un paio dei nostri vocaboli, per esempio: oggi ho il traning= oggi indosso la tutina. Posso avere il tuo numero di natel?= posso avere il tuo numero di cellulare/telefonino? tutto tiptop?= tutto bene? ti ho fatto i bilux= ti ho fatto gli anabbaglianti.....ecc....!!! Ciao a tutta Italia!!!!
utente anonimo

#12    22 Agosto 2008 - 17:13
 
Carissima, io vivo da 30 anni in Ticno ed essendo italiano, all' inizio avevo dei seri dubbi su quanto dicevano, alla fine mi sono accorto che non fanno altro che cadere nei nostri stessi errori, quando dicaiamo " ho preso il pullman" = Preso l' autobus di linea (Pulmann ö l' americano che ha inventato il servizio).
Devi pensare che hanno molte parole derivanti dal teedesco
es. prezzo Brutto = Lordo perrché BRUTT in tedesco
natel = cellulare , perké natel e la rete di dsitribuzione e standard di trasmissione.
Anche Cellulare ö sbagliato in quanto so parla di "cellule"in cui ö diviso il terrirotio di copertura GSM.

Vedi ogni lingua ha degli adattamenti in relazione all' uso comune. Se pensi che la Lingua Inglese viene "arricchita" di centinaia di termini all' anno, modificando la lingua in base alle modifiche della lingua parlata.

Saluti
utente anonimo

#13    30 Novembre 2008 - 22:31
 
sono ticinese.. e leggendo qui e là in vari siti ho trovato sempre sta cosa del "tmtv"... ma io non l ho mai sentita e nemmeno mai usata!! qualche ticinese ( se legge) la gia sentita???..
e anche " i viper" é???? cosa sono?? i tergicristalli???? mai sentito...
e poi volevo confermare che i ticinesi (almeno la maggior parte) sanno che molte parole sono tutte nostre.... tipo il sagex.. ehehhe.. a voi indovinare cosa é.....
utente anonimo

#14    30 Novembre 2008 - 22:33
 
devo dire che se non altro so scrivere.. ehehhehe.. qualche errore (che mi fa venire da vomitare pure a me)... mamma mia dai é tardi perché l ora in questo sito é sbagliata sono le 23.33.. in realtà.. ciauuuu
utente anonimo

#15    25 Gennaio 2009 - 19:51
 
Abito in Italia, ma a 3 km dal confine svizzero e devo dire che alcune espressioni bizzarre si usano anche qui... Per esempio, Brutto per dire "sporco", anche se credo che si tratti di una contaminazione dialettale, perché nel mio dialetto (e nel ticinese, ovviamente), brut vuol dire "sporco"; naturalmente in Italia non usiamo dire Natel; un'altra espressione molto divertente in uso da me e in Svizzera è "non avere tutti i legni a tetto/veg mia tucc i legn a tecc", che significa "essere svitati".
Se posso esprimere il mio parere personale, l'italiano ticinese più che una lingua a parte è una varietà regionale dell'italiano, a maggior ragione che il territorio ticinese era italiano fino al 1803... e poi quasi ogni area regionale dell'italiano ha le sue peculiarità non in uso altrove... Vedo che il primo post risale a un po' di tempo fa... i criteri dell'azienda che cercava il traduttore sono discutibili dal punto di vista linguistico, ma non dal punto di vista "nazionalistico"...
ciao!!!
utente anonimo

#16    28 Gennaio 2009 - 20:59
 
Pur non essendo svizzera, ho trovato il post piuttosto irritante...innanzitutto perche` rivela una limitatezza di vedute che e` ora di lasciarci alle spalle; in secondo luogo perche` mostra la mentalita` ancora tutta italiana per cui si crede di poter fare il traduttore di professione senza avere un'adeguata preparazione in campo linguistico (il che include nozioni tali da non lasciar spazio a stupore di fronte alle peculiarita` dell'italiano svizzero!)
utente anonimo

#17    22 Marzo 2009 - 12:49
 
Cara ultima anonima, mi spiace di rispondere con un po' di ritardo e di avere dato modo alla tua irritazione probabilmente di scomparire. Con la mia mentalità tutta italiana ti informo che sono laureata a pieni voti in traduzione e interpretazione e lavoro continuativamente in questo settore da 16 anni. Ho un piccolo ma bene avviato studio e ritengo che le caratteristiche di un bravo interprete e traduttore siano ben altre: l'ottima conoscenza della lingua da cui traduce, una elevata capacità dialettica e di scrittura nella propria lingua madre, nonché elevate doti di flessibilità e di presa di responsabilità rispetto a quanto si afferma, inclusa quella di "firmare" le proprie opinioni! Ci vediamo su langit o devo aspettare un tuo curriculum?
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#18    07 Giugno 2009 - 23:42
 
Scusa se te lo dico, ma fra tutte quelle che hai scritto sono solo 3 o 4 quelle che si usano nella Svizzera italiana: "comandare un caffé", "natel"e "zwieback".. é vero, si dice. Ma non credo che questo renda l'italiano "svizzero" tanto diverso dal vero Italiano, quello con la "I" maiuscola, usato da Dante.

Prima di tutto, la maggior parte delle parole che sono "diverse" nell'italiano svizzero rispetto all'Italiano non sono nient'altro che sinonimi. Altri termini usati sono probabilmente i nomi di una marca, "zwieback" per esempio é una marca di fette biscottate. Non si fa così anche quando si chiama "scotch" il nastro adesivo, oppure "tipex" il bianchetto?

E poi, qualche differenza c'é, é vero.. ma non é forse possibile trovare delle differenze anche fra l'italiano delle differenti regioni d'Italia?

Da parte mia penso sia interessante notare le differenze esistenti all'interno di una lingua. Ma questo non vuol dire andare a cercare casi minimi (come espressioni di cui hai parlato, che probabilmente sono usate solo dalla persona da cui le hai sentite) e neppure cercare di far vincere una "variante" su un altra.
Una lingua evolve e cambia sempre. Si arricchisce, appunto perché parlata in tante regioni diverse. Una lingua é un codice inventato da esseri umani in una determinata regione, che non sempre ha a che fare con i confini di una nazione. Essa serve a comunicare, cio vuol dire mandare un messaggio a un altra persona. Nella comunicazione l'importante é capirsi, e penso che se qualcuno usa una delle espressioni da te citate tu possa facilmente capire cosa sta dicendo... e se non capisci: chiedi!

Questo messaggio non vuole offendere nessuno, solo far capire che (e spero ora di utilizare un'epressione comprensibile da tutti, italiani italiani e italiani svizzeri) é inutile "cercare il pelo nell'uovo", soprattutto se non c'é...

Daiana
utente anonimo

#19    29 Luglio 2009 - 09:46
 
Se in Val Poschiavo devi fare attenzione a salutare il Sindaco che lì è il "Podetà" ed il vicesindaco che lì è il Luogotenente.
Saluti
utente anonimo

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categoria:italiano, lingue, traduttore traduzione interprete